Insegnare musica alla primaria anche se non sei un musicista
Insegnare musica alla primaria anche se non sei un musicista
Perché l'alfabetizzazione musicale di base è alla portata di ogni docente.
Di Daniele Pasini · www.metodomusicarte.com
"Io la musica non la so insegnare: non sono un musicista." È una delle convinzioni più diffuse tra i docenti di scuola primaria, e anche una delle più scoraggianti. Ma è davvero così? La mia esperienza, dopo anni in classe, dice di no: per dare ai bambini l'alfabetizzazione musicale di base non serve una specializzazione musicale. Serve l'abilitazione all'insegnamento, l'esperienza sul campo e, soprattutto, il metodo giusto.
Pensiamoci: per insegnare a leggere non occorre essere scrittori affermati. Allo stesso modo, per insegnare a leggere le note e a muovere i primi passi sulla tastiera non occorre essere concertisti.
Cosa rende possibile tutto questo
Il Metodo MusicArte poggia su alcune consapevolezze semplici, che qualunque insegnante può fare proprie:
- Lo spartito è un disegno. Visto come un insieme di linee, cerchi e contenitori, smette di essere un geroglifico e diventa leggibile, per i bambini e per chi li guida.
- Si lavora su spartiti veri. Non servono schede: esistono spartiti geniali e gratuiti, pensati per chi inizia, come il Mikrokosmos di Béla Bartók.
- Si legge per sillabazione. Le note si leggono come le sillabe di una parola, ragionando una alla volta, con lo schema delle note tenuto accanto come riferimento.
- Si può suonare da soli. Nota dopo nota, con il dito indice, senza bisogno di app o tutorial: proprio come si impara a leggere un libro senza un video che lo legga al posto nostro.
Gli strumenti sono pochi e poveri: lo schema delle note (un supporto compensativo, da consultare con due dita), una tastiera — anche quella muta, disegnata su foglio quadrettato — e il metronomo, il righello del tempo.
La competenza che conta davvero
Attenzione, però: questo non vuol dire improvvisare. La vera competenza necessaria non è saper suonare, ma saper "sminuzzare" gli argomenti, cioè scomporli in passi piccoli e ordinati. È una competenza didattica, non concertistica. Un musicista può certo fare la differenza, ma non tutti i musicisti sanno insegnare, e non tutti gli insegnanti bravi sono musicisti.
Il Metodo MusicArte offre proprio questo: gli argomenti già scomposti passo dopo passo, così che a guidare i bambini possa essere qualunque docente.
Un distinguo onesto
Parliamo di alfabetizzazione: leggere le note, orientarsi sulla tastiera, misurare il tempo. Il canto è un'altra cosa — far cantare bene i bambini richiede competenze vocali specifiche, che non tutti hanno (io stesso non le ho). Ma per aprire ai bambini la porta del linguaggio musicale, quella porta è molto più vicina di quanto si creda.
Da dove iniziare, concretamente
Gli obiettivi essenziali della primaria sono pochi e chiari: la lettura delle note con lo schema a fianco; un primo orientamento sulla tastiera; la conoscenza e l'uso del metronomo; la comprensione della relazione tra spartito e tastiera. Pochi pilastri, affrontabili da chiunque con costanza.
È un percorso che si ritrova in linea con le nuove Indicazioni Nazionali, che riconoscono alla musica un ruolo centrale fin dalla scuola primaria.
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Metodo MusicArte di Daniele Pasini — Edizioni WE di Nicola Bergamaschi.
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