Lo spartito è un disegno: l'intuizione da cui nasce il Metodo MusicArte




Lo spartito è un disegno: l'intuizione da cui nasce il Metodo MusicArte

Perché guardare la musica con gli occhi cambia il modo di impararla.

Di Daniele Pasini · www.metodomusicarte.com


C'è un'intuizione semplice all'origine di tutto il mio lavoro: lo spartito musicale è, prima di ogni altra cosa, un disegno. Non è un modo di dire suggestivo, ma il punto di partenza concreto di un intero metodo didattico, il Metodo MusicArte, che sperimento da anni nelle classi della scuola primaria.

Prova a osservare un pentagramma con occhi nuovi, come se non sapessi leggere la musica. Cosa vedi? Linee, cerchi, contenitori. Vedi, appunto, un disegno.

Le forme che compongono la musica

Se lo guardi da vicino, uno spartito è fatto di pochissimi elementi geometrici che tornano di continuo:

  • il pentagramma è un insieme di cinque linee orizzontali e parallele;
  • le note sono cerchi o ovali;
  • le stanghette delle note e delle battute sono segmenti verticali;
  • la battuta è un contenitore geometrico, una sorta di cornice che racchiude e ordina le note, esattamente come la cornice di una vignetta racchiude ciò che disegniamo.

Da qui nasce un principio che sta al cuore del Metodo: il linguaggio musicale è il linguaggio del pregrafismo. Lavorare su linee e figure geometriche prepara alla lettura della musica, e a sua volta leggere e scrivere musica rinforza il segno grafico. Musica e disegno non sono due mondi lontani: sono lo stesso gesto.

Un unico linguaggio: musica, disegno e matematica

Se lo spartito è un disegno, allora imparare la musica significa allenare insieme più competenze. Tracciare un pentagramma a mano libera educa il controllo del tratto e la proporzione; leggere le note incolonnate insegna la verticalità, la stessa che serve per incolonnare le operazioni; seguire il tempo da sinistra a destra è come leggere una linea del tempo.

È ciò che chiamo il triathlon didattico: musica, disegno e matematica che si rinforzano a vicenda, in un unico percorso. Lo spartito diventa disegno, il disegno diventa calcolo, il calcolo diventa suono.

Un'idea in linea con le nuove Indicazioni

Non è un caso che questa visione risuoni con l'orientamento più recente del curricolo. Le nuove Indicazioni Nazionali collocano Musica e Arte e immagine nello stesso ambito dei "saperi estetici" e chiedono, già alla primaria, di introdurre "partiture grafiche, notazioni analogiche e spontanee" accanto al codice convenzionale. È, letteralmente, il principio dello spartito come disegno: un'idea su cui il Metodo MusicArte lavora da prima che diventasse indicazione, e che oggi si ritrova in linea con quel quadro.

Perché funziona con i bambini

Il vantaggio più grande è che questo sguardo toglie paura. Chi vede nello spartito un geroglifico indecifrabile cambia idea nel momento in cui capisce che dietro a quei segni ci sono forme semplici, già familiari dal disegno. E se lo capiscono i bambini della scuola primaria — e lo capiscono — allora vuol dire che difficile non è.

C'è anche un dettaglio simbolico a cui tengo molto, e che ritrovi persino nel logo del Metodo: il rosso è ciò che contiene (le stanghette, la cornice, il corpo della matita), il nero è ciò che è contenuto (il pentagramma, le note, la punta che scrive). Contenitore e contenuto, disegno e musica: due facce della stessa cosa.


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Metodo MusicArte di Daniele Pasini — Edizioni WE di Nicola Bergamaschi.

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